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Storia del club : 1946-2007

Nascita e campionati 1946 – 1948

L’Unione Calcio Sampierdarenese-Doria “Sampdoria” è una delle società più giovani del calcio professionistico italiano. Nata nel dopoguerra mediante la fusione di due delle squadre più prestigiose del calcio italiano di inizio secolo: la Sampierdarenese Calcio (fondata nel 1911) e l’Andrea Doria (sezione calcio fondata nel 1900 da Francesco "Franz" Calì). Il 9 luglio 1946 presso lo studio dell’avvocato Bruzzone di Genova viene discussa e redatta la Convenzione che statuisce i termini della creazione della nuova società. Poco più di un mese dopo, il 12 agosto dello stesso anno, sempre presso lo studio dell’avvocato Bruzzone viene redatto l’atto formale di costituzione: “la Sampdoria, Unione Calcio Sampierdarenese Doria, si costituisce a Genova il 12 agosto 1946 in seguito a fusione per deliberazione delle assemblee generali della Associazione Calcio Sampierdarenese, in data 4 luglio, e della Sezione Calcio della Società Ginnastica Andrea Doria, in data 26 giugno, e come da Convenzione del 9 luglio”. Il capitale sociale della nuova società, pari a lire 17.500.000 di lire, fu versato e sottoscritto, tra gli altri, da Sanguineti, Parodi, Corti, Gambero e Torresi: nasce così l’Unione Calcio Sampdoria.

Questa fusione non ha nulla a che vedere con quella obbligata, per ragioni politiche, del 1926 con il nome di “Dominante” che vide la forzata fusione della Sampierdarenese, dell’Andrea Doria, della Corniglianese, della Sestrese e della Rivarolese. Ma questa  decisione politica determina la chiusura degli stadi originali delle società: Villa Scassi (dove ora c'è via Cantore  ndr) a Sampierdarena e il Cajenna . Il Cajenna era lo stadio dell'Andrea Doria e si trovava in via Clavarezza nel quartiere di Marassi schiacciato in senso verticale al Bisagno fra le carceri di Marassi e l'attuale stadio Ferraris. Quel rettangolo di gioco si era meritato l'apellativo di Cajenna per i ribollenti ardori agonistici "Fieggeu saplleta" era il grido che lancaiva capitan Calì nei momenti topici della partita. Il campo di gioco era separato da quello in uso al genoa da una semplice palizzata in legno. Una separazione che sparì a seguito di un accordo segreto conclusosi nel 1927 (dettato dalla forzata fusione fra l'Andrea Doria e la Sampierdarenese ndr) fra il segretario doriano Enrico Silvestri, il presidente rossoblù Guido Sanguineti e le gerarchie fasciste. A completare il tradimento il successivo passaggio dello stesso Sanguineti nella dirigenza genoana (divenendo, fra l'altro, il più abile dirigente della storia di quella società ndr). Infatti, il terreno venne ceduto proprio alla odiata rivale per ventimila lire; così accadde che il terreno dove i grifoni subirono tante sconfitte divenne la base dove fu costruita la gradinata nord.

La storia narra che nel primo campionato del dopoguerra, ovvero 1945/46, entrambe le squadre militavano nel girone settentrionale della serie A. Al termine del campionato l’Andrea Doria si qualificò al 10° posto e la Sampierdarenese all’ultimo posto (14° ndr). La Sampierdarenese doveva, pertanto essere retrocessa allorquando, a seguito della riunificazione delle Federazioni Nord e Sud venne deciso di privilegiare i titoli sportivi acquisiti nel tempo: sicchè al nuovo campionato di serie A con 20 squadre a girone unico fu ammessa la Sampierdarenese a discapito dell’Andrea Doria. La cosa prese alla sprovvista i doriani che avevano già acquistato, per la considerevole cifra di 3.200.000, dal Vicenza l’emergente Bassetto. Si venne così a creare una situazione imbarazzante la Sampierdarenese in serie A con una situazione economico finanziaria disastrata e la “ricca” Andrea Doria retrocessa d’ufficio in serie B. Dopo una serie di incontri fra le due dirigenze ci si accordò per la fusione. La neonata società venne immediatamente ribattezzata dalla stampa sportiva la “squadra dei milionari”.

E’ questa fusione che marca significativamente la società : la caratteristica maglia blucerchiata frutto dell'idea del futuro presidente Amedeo Rissotto è il risultato dell’incontro/fusione delle maglie utilizzate dalle due società (entrambe militanti nella massima serie del campionato italiano) bianca con banda orizzontale rossonera della Sampierdarenese Calcio, bianca e blu verticale quella dell’Andrea Doria: una maglia che Nando Dalla Chiesa sulle pagine del "Corriere Della Sera" non ebbe remore a definire "la più bella di tutte"; il nome è il risultato della fusione dei nomi (l’ordine è stato dettato dal caso) delle due società.

Come presidente venne nominato Piero Sanguineti, il primo allenatore fu il fiorentino Galluzzi.

1946/1947 L’esordio della Sampdoria fu a Roma, la squadra venne sconfitta da una tripletta del centravanti giallorosso Amadei a cui rispose il bomber blucerchiato Bassetto col gol della bandiera : 3 a 1. La seconda giornata di campionato vide l’esordio casalingo della Sampdoria contro la Fiorentina, la partita fu vinta grazie al gol siglato al 4’ minuto della ripresa da Baldini. Il 3 novembre 1946, alla presenza del presidente della Repubblica De Nicola, i blucerchiati disputano, e vincono , il primo “derby della Lanterna” contro il Genoa il risultato finale di tre reti a zero porta le firme di Baldini (una memorabile cannonata, scoccata da trenta metri, incastratasi fra palo e traversa), Frugali e Fiorini. Al termine del campionato la squadra si piazza al decimo posto con 36 punti (frutto di 14 vittorie, 8 pareggi e 16 sconfitte). Gli attaccanti Baldini e Bassetto realizzano rispettivamente 18 e 13 reti : saranno i “gemelli del gol” sino all’arrivo della coppia Vialli-Mancini. Il primo capitano blucerchiato fu Bruno Gramaglia, la prima formazione era così composta: Lusetti, Borrini, Zorzi, Fattori, Bertani, Gramaglia, Fabbri, Bassetto, Baldini, Fiorini, Frugali. Giuseppe "Pinella" Baldini si ricorda ancora bene quei momenti: "In porta c'era Lusetti e poi ancora Zorzi, Borrini e Gramaglia in difesa. A centrocampo Fatori, Bertani e le ali Bassetto e Fiorini. In attacco al mio fianco Frugali e Fabbri. Poi negli anni si unirono Koenig, Silvestrelli, Gei, Lucentini, Prunecchi, Bonetti, Ballimo e tantissimi altri ancora. Compagni si un avventura intensissima e bellissima, assolutamente incancellabile [...] eravamo una squadra un pò strana, in grado di segnare 3-4 gol a partita per poi perdere di misura in altri frangenti."
 

1947/1948 Galluzzi viene sostituito in panchina da Adolfo Baloncieri che scelse, come primo collaboratore, “Gipo” Poggi. Vengono ceduti Fattori, Fiorini, Fabbri e Frugali ed acquistati i deludenti Calichioi, Garro e Koenig oltre a Ballico, Vicich e Bertoni. Nel corso del secondo campionato della storia blucerchiata si avvicendano due presidenti : Amedeo Rissotto ed Aldo Parodi. Alla fine del campionato la squadra realizza di nuovo trentasei punti (frutto di 13 vittorie, 10 pareggi e 17 sconfitte) ma si classifica al 14mo posto. La coppia d’attacco Bassetto e Baldini realizzano rispettivamente 21 e 15 reti. La stagione è contraddistinta dalla fantastica prestazione interna contro i vice campioni d’Italia : 5 a 2 dei blucerchiati contro la Juventus.

Campionati 1948 – 1952

1948/1949 Sotto la guida di Baloncieri la Sampdoria con 41 punti (frutto di 16 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfittte) ottiene il quinto posto in classifica ed il suo attacco risulta inferiore solo per quattro reti a quello del « grande » Torino. I realizzatori di questa performance sono : Bassetto (14), Baldini (15), Gei (14), Lucentini (4) e Prunecchi (7). Nella squadra giocano inoltre gli argentini Josè Curti e Juan Carlos Lorenzo. L’argentino Curti arrivò a Genova a campionato iniziato, esattamente il 14 ottobre 1948, tre giorni prima del derby contro il Genoa. Baloncieri dopo averlo esaminato decide di schierarlo in campo per l’importante partita. Dopo sei minuti di gioco sarà proprio l’argentino ad aprire le marcature: risultato finale Sampdoria 5 Genoa 1 J. L’attacco della Sampdoria viene definito “atomico”. In data 27 febbraio 1949, in occasione della partita internazionale Italia Portogallo (4 a 1  ndt), il blucerchiato “Pinella” Baldini indossa per la prima volta la maglia azzurra della nazionale italiana rinverdendo i fasti del doriano Francesco “Franz” Calì primo capitano della nazionale azzurra (15 maggio 1910 - Milano - Arena: Italia - Francia: 6 - 2 ndr).

1949/1950 Il presidente Parodi riconferma l'accoppiata Baloncieri Poggi e mette a loro disposizione un organico rivoluzionato: dall'Argentina arriva l'ala sinistra Mario Sabbatella e dal Milan il terzino Gratton, inoltre Arrighini dal Padova e Parodi dal Livorno. Non erano acquisti eclatanti ma sopratutto "di qualità" e al termine la stagione risulta essere meno positiva: solo 33 punti (frutto di 13 vittorie, 7 pareggi e 18 sconfitte) ottiene il tredicesimo posto (quint’ultimo) in classifica. L’attacco della Sampdoria continua ad essere “atomico” segnando 62 reti (di cui 21 realizzate da Bassetto) è la difesa che delude: imbarca acqua a più non posso: le reti subite sono 70!! Le giovani promesse della formazione “Primavera”, guidate da “Gipo” Poggi, vincono il trofeo di calcio giovanile di Viareggio : è il primo successo della storia blucerchiata!!

1950/1951 Grandi manovre all’interno della rosa : il presidente Parodi cede Baldini ed il portiere Bonetti al Genoa, ed ottiene Rino Bergamo. In panchina Baloncieri viene sostituito da Giuseppe Galluzzi che conferma, quale allenatore in seconda, “Gipo” Poggi. I risultati della squadra sono deludenti e Galluzzi viene esonerato e sostiotuito da Poggi. Dopo poco tempo Poggi richiese alla società di essere affiancato e la scelta cadde su Alfredo Foni. Al termine del campionato i punti sono 33 (frutto di 12 vittorie, 9 pareggi e 17 sconfitte) ed il piazzamento finale è il tredicesimo. Grande importanza fu ottenuta dal « derby della Lanterna » in quanto entrambe le formazioni erano in lotta per non retrocedere. Alla fine del primo tempo i blucerchiati conducevano per 2 a 1 ma nel secondo tempo furono raggiunti ma a tre minuti dal termine la terza rete blucerchiata  realizzata da Sabbatella concludeva questa importante partita. Viene assunto nell’organigramma societario un ragioniere specializzato in pratiche burocratiche: l’indimenticato cavaliere Mario Rebuffa che immediatamente, e fino al triste autunno del 1995, diventa un vero e proprio punto di riferimento della società blucerchiata.

1951/1952  E' il primo campionato in cui la Sampdoria è l'unica squadra genovese della massima categoria ! Alfredo Foni grazie all’ottimo finale di campionato viene riconfermato sulla panchina  blucerchiata. La campagna acquisti è decisamente ambiziosa porta fra le file dei blucerchiati il portiere della nazionale Giuseppe “Bepi” Moro, che sarà molto amato dai tifosi sampdoriani, i mediani Opezzo e Fommei oltre a tre giovani talenti: Conti, Gotti e Emiliano Farina. Alla fine del campionato la Sampdoria ottiene il settimo posto con 41 punti (frutto di 16 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte). I gol realizzati sono stati 48 di cui solo 12 del bomber Bassetto costretto a saltare molte delle partite a causa di una fastidiosa malattia.

 

Campionati 1952 – 1956

1952/1953 A causa di dissidi con il presidente Parodi l’allenatore Foni non viene confermato, alla guida della squadra c’è, per nove giornate, il mitico “Gipo” Poggi che sarà sostituito, dopo il “voltafaccia” di Lajos Czeizler, da Ivo Fiorentini. Al termine della stagione la Sampdoria ottiene il decimo posto in classifica con 31 punti (frutto di 9 vittorie, 13 pareggi e 12 sconfitte). Il bomber Bassetto gioca l’ultima delle sue 196 partite con la maglia della Sampdoria segnando, all’Inter campione d’Italia, il suo novantatresimo gol in blucerchiato. Il suo record durerà sino al 1994 è sarà Roberto Mancini a superarlo!! Ma l’episodio che caratterizzò la stagione fu “l’invenzione” di “Bepi” Moro nella partita del 3 maggio contro l’Udinese. La Sampdoria stava perdendo per una rete a zero quando, all’ottantatreesimo, Moro chiamò a sè il centravanti Galassi per scambiarsi le maglie. Quindi Moro partì all’attacco chiedendo insistentemente il pallone: si slanciò, superò due difensori bianconeri e passò il pallone a Gei il quale servì Conti al centro dell’area che realizzò il gol del pareggio. Ecco come descrive Giuseppe "Pinella" Baldini ricorda il grande portiere blucerchiato: "Per me fu il migliore di tutti, lui era quello delle parate impossibili. Incredibile come riuscisse ad arrivare negli angoli, metteva in difficoltà qualunque attaccante. Però era capace anche di errori banali, magari gli passava la palla in mezzo alle gambe". Bepi Moro era un autentico para rigori: il suo score è di 46 rigori parati su 60!!!

1953/1954 L’armatore Alberto Ravano rileva la presidenza del club blucerchiato nel corso dell’estate del 1953, fra i suoi primi atti c’è quello di assumere, quale allenatore, Paolo Tabanelli. Il mercato: vengono ceduti Moro e Bassetto, ritorna in blucerchiato il bomber Baldini e vengono acquistati il portiere Pin dall’Udinese e gli juventini Mari, Hansen e la giovane promessa Mario Tortul. Alla fine del campionato la squadra si classifica all’ottavo posto con 34 punti (frutto di 11 vittorie, 12 pareggi e 11 sconfitte). Il punto debole della squadra risulta essere l’attacco con solo 38 reti segnate a fronte delle 40 incassate.

1954/1955 Nel corso del campionato Tabanelli, dopo un inizio disastroso, viene affiancato alla settima giornata da Lajos Czeizler. Nella formazione fa la sua prima apparizione il giovane Gaudenzio Bernasconi acquistato dall'Atalanta in cambio di Fommei e milioni: un acquisto azzeccato visto che ancora oggi "Orsacchiotto" rimane il recordman blucerchiato in fatto di presenze 338 di cui ben 133 consecutive; inoltre arrivano in blucerchiato Farina, Chiampin ed Arrigoni. La stagione termina con la conquista della nona posizione in classifica con 34 punti (frutto di 11 vittorie, 12 pareggi e 11 sconfitte). Anche in questa stagione la Sampdoria batte i futuri campioni d’Italia: il Milan. La partita si svolge a San Siro il risultato finale è di 1 a 3. Si ritorna a parlare di attacco atomico della Sampdoria : Baldini, Conte e Ronzon realizzano dieci reti a testa mentre Tortul ne sigla nove e l’argentino Rosa otto.

1955/1956 “Eddie” Firmani, attaccante sudafricano proveniente dall’Inghilterra (Charlton), fa il suo arrivo nella squadra blucerchiata a fronte di un costo di 80 milioni. Oltre a Firmani giungono in blucerchiato Rosin, Martini e Meroi. Sotto la guida di Czeizler la Sampdoria festeggia il suo primo decennale con il sesto posto in classifica e 35 punti (frutto di 12 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte). Firmani soprannominato “Tacchino freddo” segna 17 reti Ronzon e Tortul ne realizzano dieci a testa. Inoltre Firmani alla tredicesima giornata eguaglia il record di segnature nella stessa partita detenuto da Bassetto realizzando 4 reti nel corso dell'incontro casalingo contro la Pro Patria (7 - 0 il risultato finale ndr).

Campionati 1956 – 1960

1956/1957 Il presidente Ravano acquista dal Vicenza il futuro allenatore della nazionale italiana Azeglio Vicini, Mori dal Padova oltre ad Ernst Ockwirk, Agnoletto ed il portiere Bardelli. La squadra fa un buon inizio di campionato ottenendo 6 risultati positivi: tre vittorie (la prima spettacolare rifilando sei reti al Padova) e tre pareggi. Firmani offre la sua migliore prestazione con la maglia della Sampdoria segnando 12 delle 56 reti complessive, fra gli altri realizzatori si ricordano Ockwirk, (11 reti) e Conti (10 reti). Al termine della stagione ottiene il quinto posto in classifica (eguagliando il record stabilito nella stagione 48/49 ndt) con 35 punti finali (frutto di 12 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte). Durante questa stagione quattro giocatori blucerchiati vengono chiamati a difendere i colori della nazionale italiana di calcio sono : Firmani, Farina, Tortul e Agnoletto. La Sampdoria conosce il “valzer” degli allenatori: sulla panchina si susseguono Czeizler, Rava, Amoretti e l’inglese Dodgin.

1957/1958 La Sampdoria cambia poco con l’intenzione di confermare i buoni risultati della precedente stagione, l’inglese Dodgin viene confermato sulla panchina. Ma nonostante le 62 reti segnate di cui ventitré siglate da Firmani, ottiene solo la dodicesima piazza in classifica con 30 punti (frutto di 9 vittorie, 12 pareggi e 13 sconfitte). I tifosi blucerchiati si consolano con la prestigiosa vittoria ottenuta sui campioni d’Italia della Juventus (che schierava Omar Sivori) per 3 a 2 al termine di una fantastica rimonta …  infatti la Sampdoria stava soccombendo per 2 a 0!! Le giovani promesse della formazione “Primavera”, fra cui ricordiamo Mora, Bolzoni e Recagno, vincono il trofeo di calcio giovanile di Viareggio : è il secondo successo della storia blucerchiata!!

1958/1959 La Sampdoria viene rinnovata, in panchina viene chiamato Eraldo Monzeglio, che ha vinto il campionato del mondo del 1934, un allenatore semplice ma efficace. Il mercato vede la dolorosa cessione di Firmani all’Inter (per 150 milioni) e l’arrivo di Vincenzi, Bergamaschi, Milani, Toschi e dell’argentino Tito Cucchiaroni che diventerà il nuovo idolo della tifoseria blucerchiata. Monzeglio si trova così a guidare una squadra di "simpatici vecchietti" con cui il divertimento sarà assicurato.Infatti, al termine della stagione la Sampdoria eguaglia il primato è quinta in classifica realizzando 38 punti (frutto di 15 vittorie, 8 pareggi e 11 sconfitte), Milani è il nuovo goleador con 13 reti seguito da Cucchiaroni (10 reti) Mori (8 reti) e la coppia Recagno Ockwirk (6 reti a testa).

1959/1960 Lennart « Nacka » Skoglund arriva a Genova. L’idolo della nazionale svedese della coppa del mondo del 1950 sconfitta dal Brasile (dove militava il diciassettenne Pelè), dopo nove anni passati nelle file dell’Inter e considerato al tramonto totalizzerà ancora 78 presenze in blucerchiato (realizzando 15 reti) ed apporterà notevole classe ed esperienza alla già forte formazione doriana. Sfortunatamente l’incidente del forte attaccante Milani costringe la Samp a perdere il contatto con le prime (a causa di una serie di cinque sconfitte consecutive). Malgrado tutto la Sampdoria riesce ad ottenere un dignitoso ottavo posto con 35 punti (frutto di 11 vittorie, 13 pareggi e 10 sconfitte). Al termine della stagione la Sampdoria viene invitata a New York per partecipare alla prima edizione della International Soccer League, il risultato sarà un onorevole terzo posto nel proprio girone eliminatorio.

Campionati 1960 – 1964

1960/1961 La Sampdoria sostituisce lo sfortunato Milani con Sergio Brighenti. A campionato in corso Ravano cede inaspettatamente Bruno Mora alla Juventus. Fra le mure domestiche è un vero bulldozer : 14 vittorie, nessuna sconfitta e solo Milan Napoli e Spal riescono a strappare il pareggio. Ma in trasferta è quasi un disastro solo tre vittorie e quattro pareggi!! La Sampdoria con 41 punti (frutto di 17 vittorie, 7 pareggi e 10 sconfitte) conquista il quarto posto a quattro punti dalla terza: è il nuovo record !!! Brighenti con 27 reti è il primo blucerchiato a fregiarsi del titolo di capocannoniere del campionato. Bastava un poco di malizia in più nelle partite in trasferta e la Sampdoria avrebbe potuto combattere per lo scudetto! Molti tifosi, ancor oggi, si chiedono dove poteva arrivare quella splendida squadra se il presidente non avesse ceduto il nazionale Bruno Mora. Lo stesso capitano Bernasconi in merito ha dichiarato: "Avremmo potuto fare di più. Non pensavamo neanche noi che saremmo potuti arrivare a quei livelli. A Marassi eravamo eccezionali."

1961/1962 Dopo la splendida stagione precedente la Sampdoria inizia il suo primo periodo nero. Il presidente Alberto Ravano improvvisamente si dimette, la società conosce una reggenza a cinque (Borghi, Cornetto, Corti, Rebuffa e Sanguineti) finché la presidenza non viene assunta dall’armatore ciociaro Glauco Lolli Ghetti. Il nuovo presidente conferma Monzeglio in panchina, cede Ockwirk ed acquista gli jugoslavi Todor Veselinovic e Vujadin Boskov. La stagione termina con l’ottenimento di sole nove vittorie e il decimo posto in classifica con 30 punti (frutto di 9 vittorie, 12 pareggi e 13 sconfitte). La Sampdoria partecipa alla Mitropa Cup senza superare il girone di qualificazione. La Sampdoria partecipa anche alla Coppa dell’Amicizia dove viene eliminata, negli ottavi di finale, dai francesi del Tolosa.

1962/1963 La Sampdoria acquista dal Colo Colo, per la consistente somma di 175 milioni, il cileno Jorge Toro. Ma non si rivela un grande affare, 15 presenze e solo tre reti (di cui due su rigore). Molto meglio di lui fece il brasiliano “China” Da Silva che diede un importante contributo segnando 13 reti. Al termine della stagione la Sampdoria è undicesima con 30 punti (frutto di 11 vittorie, 8 pareggi e 15 sconfitte). La Sampdoria partecipa alla Coppa delle Fiere (che successivamente verrà ribattezzata Coppa UEFA) e viene eliminata negli ottavi dagli ungheresi del Ferencvaros.

1963/1964 Anche questa stagione è negativa, la squadra palesa una mancanza di continuità ed evidenzia la carenza di doti tecniche. Sul mercato acquista l’ex genoano Paolo Barison (che segnerà 14 reti) e lancia alcuni giovani promesse come Salvi e Frustalupi. La stagione termina al quindicesimo posto con 27 punti (frutto di 10 vittorie, 7 pareggi e 17 sconfitte) a pari merito con il Modena. La Sampdoria evita la retrocessione vincendo per 2 a 0 (reti di Salvi e Barison) lo spareggio contro il Modena allo stadio San Siro di Milano. La Sampdoria viene eliminata al secondo turno della Coppa Piano Rappan.

Campionati 1964 – 1970

1964/1965 Anche questa stagione è contraddistinta da molta sofferenza : il trio sudamericano Da Silva – Sormani - Lojacono non fa le meraviglie che ci si attendeva, solo 19 reti (di cui sette realizzate da Da Silva). La Samp s’indebolisce sempre di più ed è scossa dall’affare Genoa – Foggia – Sampdoria, che ricordiamo fu un tentativo di frode da parte della squadra rossoblu. La Sampdoria con 29 punti (frutto di 9 vittorie, 11 pareggi e 14 sconfitte) ottiene il quattordicesimo posto. Nel corso della stagione “Ossi” Ockwirk viene sostituito in panchina da Baldini.

1965/1966 Lolli Ghetti rivoluziona la squadra acquistando numerosi giovani fra cui si segnala il ritorno, dal Milan, di Giancarlo Salvi, in panchina viene confermato Baldini. Alla vigilia del campionato l’armatore Enrico De Franceschini diventa il nuovo presidente della Samp. L’avvio stentato spinge la presidenza ad ingaggiare, come direttore tecnico, Fulvio “Fuffo” Bernardini. La Sampdoria realizza solo 27 punti (frutto di 9 vittorie, 9 pareggi e 16 sconfitte) e si classifica al sedicesimo posto e retrocede in serie B. Peraltro la stagione blucerchiata è segnata da un grave errore dell’arbitro Bernardis di Trieste che non concesse un rigore (definito “solare” da tutta la stampa nazionale) per l’atterramento di Cristin ad opera di Gori nel corso della partita Lazio Sampdoria giocata nella terz’ultima giornata di campionato. Inoltre, all’ultima giornata di campionato la Sampdoria era a pari punti con la Spal, mentre nel finale di partita lo juventino Menichelli realizza il gol della sconfitta blucerchiata, il Brescia (con la compiacenza dell’arbitro Lo Bello) cala le braghe e si fa rimontare i due gol di vantaggio dalla Spal. Fu un campionato truccato?

1966/1967 L’onta della serie B andava lavata al più presto anche perché non mancavano le « cassandre » (specialmente di origine rossoblu) che preconizzavano un progressivo declino del club, sino al ridimensionamento o addirittura allo sfascio totale. In questo stato di cose i vecchi dirigenti si mossero in maniera tale da ottenere le dimissioni del presidente De Franceschini. L’assemblea ordinaria sancì la nomina alla guida della società di Arnaldo Salatti. Fulvio Bernardini viene riconfermato alla direzione tecnica della squadra. Bernardini puntò sui giovani, pertanto la campagna acquisti orchestrata da Piero Sanguineti e dall’avv. Mario Colantuoni riguardò solo cinque giocatori: “Corvo” Francesconi, Tentorio, Matteucci e Roberto “Bobo” Vieri. La stagione, un vero trionfo blucerchiato, si concluse con la matematica promozione in serie A a cinque giornate dal termine. La Sampdoria vinse il campionato con 54 punti (frutto di 20 vittorie, 14 pareggi e 4 sconfitte) con un impressionante differenza reti 47 segnate (di cui Francesconi 20, Salvi 12 e Vieri 5) contro le 19 subite, Battara rimase imbattuto per 740 minuti!!

In data 23 marzo 1967 l’associazione di persone Unione Calcio Sampierdarenese-Doria “Sampdoria” viene posta in liquidazione e sostituita dalla Unione Calcio Sampdoria Spa, costituita con un capitale sociale di 200.000.000 lire.

1967/1968 Bernardini proclama, all’inizio della stagione, « siamo in serie A e ci resteremo » ed ottiene dal presidente Salatti la riconferma di tutti i giocatori con l’unica cessione di Tentorio, sostituito da Carpanesi. Alla fine del girone di andata la Sampdoria aveva ottenuto solo 10 punti in quindici partite: il gioco blucerchiato era ammirato da tutti, tanto che la Sampdoria si era meritato il titolo di “squadra simpatica”, proprio perché divertiva la platea senza chiedere… punti in cambio. Bernardini confermò la propria promessa galvanizzando i giocatori. Nel girone di ritorno la squadra ottenne altri 17 punti ottenendo il decimo posto con 27 punti (frutto di 6 vittorie, 15 pareggi e 9 sconfitte). La società Sampdoria, grazie al record di abbonamenti e di incassi stagionali, chiuse il bilancio gestionale alla pari.

1968/1969 Arnaldo Salatti rinunzia alla presidenza per diverse ragioni personali, al suo posto si insedia l’avvocato Mario Colantuoni. Il nuovo presidente promosse una politica di austerità che, non permise il rafforzamento della rosa ma neppure il suo depauperamento: nessuno dei “gioielli” venne ceduto. Al termine del girone di andata la Sampdoria aveva 10 punti ma, al contrario della scorsa stagione, nessun tifoso credeva nella ripetizione della “excalation”. L’unico a professare ottimismo era il solito Bernardini ed infatti, nelle ultime sei giornate, la Sampdoria realizzò una serie di risultati positivi (per 8 punti complessivi!!) che le permisero di ottenere la dodicesima piazza con 23 punti (frutto di 5 vittorie, 13 pareggi e 12 sconfitte), evitando la zona retrocessione per un punto.

1969/1970 Colantuoni non riesce a resistere alla ricca offerta della Juventus : Vieri e Morini vengono ceduti per il giovane Romeo Benetti e 800 milioni! Anche in questa stagione il girone di andata si concluse col magro bottino di 10 punti. Alla ventesima giornata la squadra era ancora a undici punti ma… iniziò la rimonta che si concluse con il raggiungimento del tredicesimo (quart’ultimo) posto grazie ai 24 punti (frutto di 6 vittorie, 12 pareggi e 12 sconfitte).

Campionati 1970 – 1978

1970/1971 Bernardini richiese inutilmente una punta di sfondamento, Colantuoni non l’accontentò anzi cedette altri due gioielli blucerchiati Frustalupi all’Inter, per Suarez e Spadetto, e Benetti al Milan, per Lodetti e milioni. La campagna acquisti deluse profondamente le aspettative della tifoseria. Al termine del girone di andata la Sampdoria aveva 12 punti. La salvezza fu raggiunta all’ultima giornata di campionato con 25 punti (frutto di 6 vittorie, 13 pareggi e 11 sconfitte) a pari merito con Fiorentina e Foggia, ed era quest’ultima a retrocedere a causa della pessima differenza reti. Eroi della stagione furono il portiere Battara, Cristin, Salvi, Suarez, Lodetti, Sabadini ed il nuovo astro proveniente dalla primavera: Marcello Lippi. "Fuffo" Bernardini ha svelato il segreto della Sampdoria di quegli anni: "Noi ci salviamo sempre perché abbiamo il salvagente sulla maglia"

1971/1972 Bernardini, stanco della politica di Colantuoni, lascia la panchina blucerchiata. Per sostituirlo viene chiamato il “sergente di ferro” Heriberto Herrera: il teorico del “movimiento”. Colantuoni cede il pezzo pregiato Sabadini al Milan ed acquista, fra gli altri Nello Santin, Paolo Tuttino e Loris Boni. Al termine del girone di andata la Sampdoria aveva 16 punti!! Al termine della stagione la Sampdoria conquista l’ottavo posto con 28 punti (frutto di 8 vittorie, 12 pareggi e 10 sconfitte), il risultato fu determinato, oltre che dal pragmatismo del nuovo allenatore, anche dalle prove magistrali di Lodetti e Suarez ma soprattutto dalla conferma di Lippi e dalle “esplosioni” di Boni, Negrisolo e Rossinelli. La formazione primavera si aggiudica per la terza volta il Torneo di Viareggio.

1972/1973 Colantuoni cede Battara, Reggiani, Cristin e Fotia ed acquista fra gli altri Roberto Badiani e Cacciatori. Herrera professa tranquillità ma l’inizio del campionato è disastroso : al termine del girone di andata la Sampdoria era penultima con 11 punti assieme a Palermo e Ternana. Il dato allarmante erano le sole sei reti segnate in quindici partite. Il prosieguo del campionato non è esaltante ma la Sampdoria vincendo l’ultima partita di campionato raggiunge i 24 punti (frutto di 5 vittorie, 14 pareggi e 11 sconfitte) a pari merito con Roma Vicenza e Atalanta. Grazie alla migliore differenza reti si classifica all’undicesimo posto ed evita la retrocessione a danno dell’Atalanta. A causa dell’operato dell’allenatore-osservatore Paolo Tabanelli (che aveva proposto un premio vittoria ai giocatori bergamaschi impegnati nell’ultima giornata contro il Vicenza) la Sampdoria viene punita con la penalizzazione di tre punti in classifica da scontare nella prossima stagione.

1973/1974 Colantuoni rassegna il mandato e viene sostituito da Giulio Rolandi. La panchina viene affidata a Guido Vincenzi, la campagna acquisti è condizionata dal bilancio, viene ceduto Negrisolo, fra gli acquisti si segnalano quelli di Giovanni Improta e di Dante “Muccolo” Mircoli. I propositi stagionali, tenuto conto della penalità da scontare, erano quelli della permanenza in serie A. Il deludente campionato termina con soli 20 punti (frutto di 5 vittorie, 13 pareggi e 12 sconfitte e della penalizzazione di tre punti) che valgono il penultimo posto (sopra il Genoa ) ma la retrocessione viene evitata a causa delle clamorose condanne inflitte dal tribunale calcistico al Foggia ed al Verona ree di illeciti sportivi. Unica perla della stagione è una rete di Maraschi: è il novantesimo minuto del derby di ritorno, il Genoa è in vantaggio per 1 a 0 … centro “alla disperata” del fluidificante Prini ed estemporanea prodezza di Maraschi che in rovesciata fredda l’incolpevole Spalazzi e tutta la gradinata nord.

1974/1975 La notizia del ripescaggio in serie A arriva a campagna acquisti ultimata, i tifosi scendono in piazza a festeggiare ma la società aveva ormai allestito una squadra per il campionato cadetto. La presidenza viene di nuovo assunta dall’armatore Glauco Lolli Ghetti, azionista di maggioranza. La panchina viene affidata a Giulio Corsini. Il girone di andata si concluse con un tranquillo undicesimo posto con 12 punti. Il girone di ritorno fu molto più sofferto, ma la matematica salvezza venne conquistata con una giornata di anticipo. Il campionato si concluse al dodicesimo posto con 24 punti (frutto di 4 vittorie, 16 pareggi e 10 sconfitte).

1975/1976 Lolli Ghetti non rinnova la fiducia a Corsini e chiama da Cesena uno dei tecnici emergenti: Eugenio Bersellini. La campagna acquisti vede l’arrivo, fra gli altri, di Maurizio “Micio” Orlandi, Mauro Ferroni, Nello Saltutti e Luciano Zecchini. La cessione più dolorosa fu quella di Loris Boni. L’inizio del campionato fu esaltante, ma fu una breve chimera … alla fine del girone di andata la Sampdoria era terz’ultima con 11 punti a pari merito con Verona e Lazio. Fra le ragioni del declino anche la squalifica, per tre turni del campo e per due mesi dell’allenatore, comminata a causa dell’invasione di campo effettuata da uno spettatore che aggredì l’arbitro Ciacci reo di una ingiustizia arbitrale : l’annullamento del gol del pareggio siglato contro l’Inter. Il campionato terminò col 12 posto grazie ai 24 punti realizzati (frutto di 8 vittorie, 8 pareggi e 14 sconfitte).

1976/1977 Il mercato scontenta molto i tifosi blucerchiati in quanto, per ragioni di bilancio, vengono effettuate dolorose cessioni a fronte di scarsi acquisti rimpolpati all’ultimo con l’arrivo di Bresciani. Lo stesso Bersellini ha dei tentennamenti prima di accettare il rinnovo del contratto. A metà campionato la Sampdoria è quart’ultima con 11 punti. La seconda parte del campionato è ancora più disastrosa : la Sampdoria con soli 24 punti (frutto di 6 vittorie, 12 pareggi e 12 sconfitte) è quattordicesima e viene retrocessa in serie B. Unica notizia positiva arriva dalla squadra primavera che trionfa, per la quarta volta, al Torneo di Viareggio.

1977/1978 Lolli Ghetti promuove sulla panchina della prima squadra il « mago » di Viareggio : Giorgio Canali. Il mercato blucerchiato viene gestito dal nuovo direttore generale: Fulvio Bernardini. La tifoseria era ottimista circa la pronta risalita. Nel corso del campionato Lolli Ghetti lascia la presidenza ad Edmondo “Gigione” Costa. La Sampdoria termina il campionato con un deludente ottavo posto con 38 punti (frutto di 12 vittorie, 14 pareggi e 12 sconfitte). Della nutrita pattuglia di giovani promossi in prima squadra solo due furono brillanti: Chiorri e Re.

Campionati 1978 – 1985

1978/1979 La campagna acquisti fu improntata al risparmio. Dopo un inizio disastroso, viene esonerato Giorgio Canali lo sostituisce Lamberto Giorgis. Garella difende la porta mentre Romei e Talami assicurano la difesa, Roselli a centrocampo, De Giorgis e Chiarugi in attacco. La stagione finisce senza alcun clamore al nono posto con 36 punti (frutto di 9 vittorie, 18 pareggi e 11 sconfitte) a tre punti dalla retrocessione ed a nove dalla promozione in serie A.

1979/1980 L’anno del cambio : il 03 luglio 1979 Paolo Mantovani prende il comando della Sampdoria. Questo ricco armatore, ex “re del petrolio”, diventa ufficialmente il 12mo presidente della Sampdoria. Al suo arrivo dichiara : « Io vi porterò in serie A ed allo scudetto », (lo scudetto è lo scudo che simbolizza il titolo di campione d’Italia il vincitore della serie A ! ndt) Questa dichiarazione solleva l’ilarità di molti, ma ignorando le critiche opera una vera rivoluzione in seno alla società : Claudio Nassi viene nominato direttore sportivo, Giorgis è confermato in panchina, Lippi, Chiarugi, Tuttino, Bresciani, Re e Savoldi lasciano il club, mentre arrivano Logozzo, Sartori, Pezzella, Redomi, Caccia, Venturini, Genzano e Piacenti. Nel corso del campionato Giorgis viene sostituito nella guida della squadra da Toneatto. A metà novembre i risultati sono deludenti: la Sampdoria perde in casa contro la matricola Matera e nella successiva partita contro la Pistoiese gli spettatori sono solo 9.000 e per metà partita gli striscioni dei club furono ripiegati in segno di protesta. Pur disputando un eccellente girone di ritorno Toneatto non viene riconfermato alla guida della squadra blucerchiata, Mantovani precisa che per fare una squadra bisogna avere del tempo. Al termine della stagione la Sampdoria occupa il settimo posto in classifica con 41 punti (frutto di 10 vittorie, 21 pareggi e 7 sconfitte) a soli quattro punti dalla promozione in serie A.

1980/1981 Riccomini diventa il nuovo  allenatore blucerchiato. La rosa dei giocatori viene rivoluzionata, molti giocatori vengono acquistati : Luca Pellegrini per la difesa, nonchè le giovani promesse Pietro Vierchowod e Fausto Salsano che vengono immediatamente girate in prestito. La promozione viene mancata di poco, la Sampdoria si classifica al quinto posto con 43 punti (frutto di 11 vittorie, 21 pareggi e 6 sconfitte). La squadra risultò penalizzata dalla fragilità palesata negli incontri casalinghi.

1981/1982 Nuova rivoluzione tecnica all’inizio della stagione. Vierchowod viene prestato alla Fiorentina mentre Guerrini, Sala, Manzo, Sella, Conti, Scanziani, Bellotto, Vullo, Rosi, Garritano e Zanone fanno il loro arrivo. Dopo un cattivo inizio di campionato Riccomini viene sostituito da Renzo Ulivieri, la Sampdoria si riprende rapidamente e, finalmente, ottiene la promozione classificandosi al terzo posto con 47 punti (frutto di 17 vittorie, 13 pareggi e 8 sconfitte). Il primo obiettivo di Paolo Mantovani è ottenuto, il prossimo è lo scudetto.

1982/1983 Claudio Nassi viene sostituito da Paolo Borea. Mantovani acquista dal Bologna un giovane giocatore di 17 anni molto promettente : Roberto Mancini. La Sampdoria acquista anche Liam Brady, Trevor Francis, Francesco Casagrande, ed i giovani Alessandro Renica e Dario Bonetti e ritorna Alviero Chiorri “il marziano” . La Sampdoria ha un esplosivo inizio di stagione, alla terza giornata è a punteggio pieno, prima in classifica avendo battuto la Juventus, l’Inter e la Roma !! Ma a causa dei numerosi infortuni che colpiscono la squadra accompagnati da alcuni eventi sfavorevoli la stagione termina con la conquista del 7mo posto con 31 punti (frutto di 8 vittorie, 15 pareggi e 7 sconfitte), un risultato molto positivo per una squadra neo promossa. Mantovani dichiara “Eravamo specialisti in sofferenze, da tanti anni ormai alla Sampdoria. Ora cerchiamo di specializzarci in gioie”.

1983/1984 Bordon, Galia, Vierchowod, Pari e Marocchino sono i principali arrivi della Sampdoria. La Samp dopo un campionato a fasi alterne conferma il 7mo posto con 32 punti (frutto di 12 vittorie, 8 pareggi e 10 sconfitte) a pari punti con Verona e Milan, mancando di poco la qualificazione in coppa UEFA. Alla fine del campionato il presidente Mantovani ritiene opportuno apportare nuovi correttivi.

1984/1985 Eugenio Bersellini fa il suo ritorno a Genova. La Sampdoria si rinforza con gli arrivi di Gianluca Vialli, Mannini, Salsano, Beccalossi e Souness. La Sampdoria dopo un buon campionato ottiene il quarto posto in campionato con 37 punti (frutto di 12 vittorie, 13 pareggi e 5 sconfitte). A coronamento di un ottima stagione in data 30 giugno a San Siro Souness segna la rete della vittoria nella prima partita di finale contro il Milan, in data 3 luglio 1985, di fronte al Presidente della Repubblica Sandro Pertini, nella seconda partita di finale la Sampdoria batte il Milan per 2 a 1 con le reti realizzate da Mancini (su rigore) e Vialli e si aggiudica la Coppa Italia. E’ il primo trofeo importante conquistato dalla Sampdoria. La gestione Mantovani inizia a dare i suoi frutti!!

Campionati 1985 – 1990

1985/1986 In previsione dell’impegno di Coppa delle Coppe Mantovani acquista Pino Lorenzo, Matteoli e Aselli. In coppa delle coppe la Sampdoria viene eliminata al secondo turno dai portoghesi del Benfica, il campionato è disastroso la retrocessione viene evitata per quattro punti. La Sampdoria si classifica all’undicesimo posto con 27 punti (frutto di 8 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte). Unica nota abbastanza positiva e il raggiungimento della finale di Coppa Italia dove la Sampdoria perde, di misura (2-1, 0-1), contro la Roma. La formazione primavera ottiene un onorevole secondo posto nel Torneo di Viareggio.

1986/1987 Bruciato dalla deludente stagione precedente Mantovani effettua una nuova rivoluzione: sulla panchina viene chiamato l’ex giocatore blucerchiato Vujadin Boskov, vengono ceduti Souness, Matteoli, Galia, Scanziani, Francis e Bordon per fare posto a Cerezo, Bistazzoni, Fusi e Briegel. Paolo Mantovani acquista anche una giovane promessa Gianluca Pagliuca. L’aneddoto racconta che Mantovani, assistendo ad una partita dove giocava il giovane portiere, avrebbe dichiarato: "Quello lì lo voglio a qualsiasi prezzo". Acquistato il giocatore, sembrava che si fosse appena comprato un gelato… In quella stessa estate ci fu il grande rifiuto di Gianluca Viallial milan: tutto ormai era convenuto fra il presidente Mantovani e Galliani, mancava il solo assenso del giocatore che alla richiesta rispose: "Se non le dispiace, presidente, io preferirei restare con lei". In merito ai risultati sportivi dell’anno sono abbastanza deludenti i blucerchiati vengono eliminati al primo turno di coppa Italia, si classifica al sesto posto con 35 punti (frutto di 13 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte) e perdono lo spareggio contro il Milan per accedere alla coppa Uefa.

1987/1988 Iniziano i lavori di ristrutturazione dello stadio Luigi Ferraris (chiamato anche Marassi dal nome del quartiere ove è ubicato ndt) in vista del campionato del mondo di Italia 90. Mantovani crede nel gruppo e fa pochissime modifiche. Al termine del girone di andata la Sampdoria è settima, al termine del campionato la Sampdoria ottiene con 37 punti (frutto di 13 vittorie, 11 pareggi e 6 sconfitte) il quarto posto. In coppa Italia la Sampdoria raggiunge, per la terza volta nella sua storia, la finale. Per aggiudicarsi il prestigioso titolo si devono disputare due partite: la prima, a Genova, viene vinta 2 a 0 (reti di Vialli e Briegel), nella seconda il Torino riesce a recuperare lo svantaggio e la partita viene prorogata con i tempi supplementari, a tredici minuti dal termine, ovvero dalla roulette dei rigori, Fausto Salsano con un fantastico “Lob” regala alla Sampdoria il secondo importante trofeo!! Nella partita giocata contro il Milan perde la Supercoppa di Lega.

1988/1989 Fusi, Branca, Paganin, Briegel e Ganz vengono ceduti ed in loro sostituzione arrivano Carboni, Stefano Pellegrini, Pradella, lo spagnolo Victor Muñoz e Beppe Dossena. La Sampdoria diviene più matura e gli avversari se ne accorgono, conquista il quinto posto in campionato con 39 punti (frutto di 14 vittorie, 11 pareggi e 9 sconfitte) e disputa la sua prima finale europea. A Berna la Sampdoria, dopo la trionfante marcia di qualificazione, trova un ostico avversario il F.C. Barcelona, la partita è resa ancora più difficile dall’assenza della difesa titolare; i gol di Salinas e Rekarte consentono al Barcelona di aggiudicarsi la Coppa. La delusione della sconfitta viene subito assorbita: la Sampdoria è chiamata a disputare la sua quarta finale di Coppa Italia. La prima partita, giocata a Napoli, viene vinta col risultato di 1 a 0 dai partenopei. A Cremona (a causa dell’inagibilità dello stadio Ferraris) la Sampdoria domina il Napoli di Maradona e con le reti siglate da Vialli, Cerezo, Vierchowod e Mancini (4 – 0) si aggiudica la sua terza Coppa Italia. Anche quest’anno non si aggiudica la Supercoppa di Lega.

1989/1990 Vengono acquistati Attilio Lombardo, Invernizzi, Nuciari e Srecko Katanec. Dopo un buon inizio di campionato e di Coppa Italia, la Sampdoria cala il proprio ritmo perdendo il contatto con la testa della classifica terminando al quinto posto in classifica con 43 punti (frutto di 16 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte). In Europa la Sampdoria raggiunge, per la seconda volta, la finale di Coppa delle Coppe. Gli avversari sono i belgi dell’Anderlecht, lo stadio è l’Ullevi Stadion di Göteborg, dinanzi a 15.000 tifosi blucerchiati la Sampdoria vince per 2 a 0 (grazie alla doppietta di Vialli realizzata nei tempi supplementari) e conquista il suo primo trofeo europeo!! E’ la definitiva consacrazione della squadra voluta e costruita con estrema pazienza dal presidente Paolo Mantovani. Non si aggiudica la Supercoppa europea disputata contro il Milan (1-1, 0-2).

Campionati 1990 – 1994

1990/1991 Victor, Carboni e Salsano vengono ceduti, in loro sostituzione arrivano Marco Branca, Ivano Bonetti, e la stella russa Aleksej Mikhalitchenko. La Sampdoria disputa un eccellente stagione : si qualifica ai quarti di finale di Coppa delle Coppe (dove viene sorprendentemente eliminata dal Legia Varsavia), giunge alla finale di Coppa Italia ed in Campionato detta la propria legge. La sapiente conduzione tecnica di Vujadin Boskov unita agli estri dei campioni schierati in campo, fra tutti i “gemelli del gol” Vialli-Mancini e la “pantera” Cerezo, etichettano la squadra come la Sampd’oro. Ormai la nomea di squadra immatura si è disciolta. In data 19 maggio 1991, dopo 12 anni dalla promessa del presidente Mantovani, la Sampdoria, battendo il Lecce, ottiene, con alcune giornate di anticipo, la matematica certezza di aver conquistato lo scudetto!!! La Sampdoria è campione d’Italia, Paolo Mantovani è riuscito in quello che molti credevano un sogno irrealizzabile. La sconfitta contro la Roma nella finale di Coppa Italia non rovina la festa dei tifosi blucerchiati. La marcia trionfante della Sampdoria si può sintettizzare con i seguenti numeri: punti 51 (frutto di 20 vittorie, 11 pareggi e 3 sconfitte), gol realizzati 57, gol subiti 24, al termine del campionato la Sampdoria vantava una distanza di cinque punti dalle seconde Inter e Milan!! Genova esplode : la Sampdoria è diventata Grande. Nella coda di stagione vince la Supercoppa di Lega battendo per 1 a 0 la Roma.

1991/1992 Il capitano Luca Pellegrini lascia la società, viene acqusitato Dario Bonetti. In campionato i risultati restano mediocri, la Sampdoria termina al sesto posto con 38 punti (frutto di 11 vittorie, 16 pareggi e 7 sconfitte) ma lo stesso non può dirsi per il cammino blucerchiato nella Coppa dei Campioni. La Sampdoria, alla sua prima apparizione nella manifestazione europea, arriva in finale!! Gli avversari sono di nuovo gli spagnoli del F.C. Barcelona, lo stadio è il più prestigioso d’Europa: il Wembley di Londra; dinanzi a migliaia di tifosi blucerchiati si gioca la rivincita della finale del 1989 con la formazione al completo. In data 20 maggio 1992 la partita è combattuta ed equilibrata i tempi regolamentari finiscono con le reti inviolate, a pochi minuti dalla fine dei tempi supplementari l’arbitro Schmiduber concede ai “blaugrana” il calcio di punizione più amaro della storia blucerchiata: Ronald Koeman realizza il gol partita superando Pagliuca con un imparabile cannonata. La Sampdoria è vice campione d’Europa.

1992/1993 Paolo Mantovani inizia a cedere i suoi “quadri”, è la fine del ciclo che ha portato la Sampdoria ai vertici del calcio europeo: Vialli, Boskov, Pari e Cerezo lasciano Genova. Sulla panchina viene chiamato lo svedese Sven Goran Eriksson e vengono acquistati dei giovani giocatori: Corini, Bertarelli, Serena, Sacchetti e Zanini, e gli esperti Walker e Jugovic e ritorna un prodotto del vivaio blucerchiato: Enrico Chiesa. Il campionato si conclude al settimo posto con 36 punti (frutto di 12 vittorie, 12 pareggi e 10 sconfitte) con la mancata qualificazione in Coppa Uefa per un punto.

1993/1994 La mancata qualificazione nella competizione europea induce Paolo Mantovani ad un nuovo cambiamento : cede definitivamente Marco Lanna e con la formula del prestito Corini e Buso, vengono acquistati Rossi, David Platt, Ruud Gullit e Chicco Evani, ritorna Fausto Salsano e il giovane prodotto del vivaio blucerchiato Dall’Igna. La partenza in campionato è ubriacante, ma i tifosi pur gioendo da un punto di vista sportivo sono tristi : le condizioni di salute del presidente Paolo Mantovani sono preoccupanti. Alle ore 11,40 del 14 ottobre 1993 muore, presso l’ospedale Galliera di Genova, Paolo Mantovani: il Presidente dello scudetto. La notizia della sua dipartita sconvolge tutta la città e tutto il mondo sportivo italiano. Contrariamente alla volontà manifestata pubblicamente dal padre Enrico Mantovani diventa il nuovo presidente della società blucerchiata. In campionato la Sampdoria ottiene con 44 punti (frutto di 18 vittorie, 8 pareggi e 8 sconfitte) il terzo posto finale. Si aggiudica la Coppa Italia umiliando l’Ancona col risultato di 6 a 0 (0 a 0 all’andata). Perde ai rigori contro il Milan la Supercoppa di Lega 

Campionati 1994 – 2002

1994/1995 Il mercato della Sampdoria è caratterizzato dallo scambio di portieri con l’Inter: arriva Walter Zenga in cambio di Gianluca Pagliuca; dalla Roma arriva Sinisa Mihajilovic dall’Inter Riccardo Ferri. La Sampdoria ottiene l’ottavo posto con 50 punti (frutto di 13 vittorie, 11 pareggi e 10 sconfitte) mancando, per un solo punto, la qualificazione in Coppa Uefa. In Coppa delle Coppe viene eliminata dall’Arsenal.

1995/1996 Enrico Mantovani opera una vera rivoluzione all’interno della squadra: Chiesa, Seedorf, Karembeu, Pagotto, Maniero e Franceschetti vengono acquistati. Il discontinuo rendimento offerto in campionato viene pagato alla sua conclusione: ottavo posto con 52 punti (frutto di 14 vittorie, 10 pareggi e 10 sconfitte) ancora una volta l’Europa viene mancata per soli due punti.

1996/1997 Montella sostituisce Chiesa ed arriva dall’Argentina la giovane promessa Juan Sebastian Veron. I blucerchiati forniscono un ottima prestazione, sono secondi al termine del girone di andata. I 60 gol segnati alla fine della stagione, di cui 9 di Montella, permettono alla Samp di ottenere il sesto posto in classifica con 53 punti (frutto di 14 vittorie, 11 pareggi e 9 sconfitte) qualificandosi in coppa UEFA e, nello stesso tempo, di ottenere il titolo di attacco più prolifico del campionato. Ma i tifosi blucerchiati devono salutare la loro bandiera: Sampdoria – Fiorentina sarà l’ultima partita in casa in blucerchiato del “Mancio”. Il capitano Roberto Mancini “nato per essere numero 10” saluta i suoi tifosi regalando dieci magliette blucerchiate al suo pubblico. Con lui finiscono l’avventura in blucerchiato anche Eriksson ed Invernizzi. Nel 1993 Paolo Mantovani aveva profeticamente dichiarato: “Mancini? Per non vederlo più alla Sampdoria deve succedere qualcosa: o muore lui, o smetto io o smette lui”.

1997/1998 Enrico Mantovani opera un nuova nuova rivoluzione all’interno della società. Cesar Luis Menotti è il nuovo allenatore. Tra i nuovi acquisti si segnala Jurgen Klinsmann in quanto gli altri giocatori si chiamavano Cordoba, “Matute” Morales e Catè. In coppa Uefa, contro tutte le previsioni, i blucerchiati si arenano contro i baschi dell’Atletico Bilbao, e, di conseguenza, sono eliminati al primo turno. Dopo una brutta partenza Menotti viene esonerato e viene sostituito da Vujiadin Boskov. La mano dell’esperto allenatore si fa sentire e la Sampdoria recupera terreno. Al termine del campionato ottiene il nono posto con 48 punti (frutto di 13 vittorie, 9 pareggi e 12 sconfitte) ovvero tredici punti di distanza dalla zona retrocessione ed ottiene la qualificazione per la coppa Intertoto.

1998/1999 A sorpresa viene assunto quale allenatore il promettente Luciano Spalletti. La Samp esordisce nella coppa Intertoto: Vittoria sulla formazione del FC Tauris Rimavska Sobota 2 – 0 e 0 – 1, contro la formazione Harelbeke 1 – 0 e 3 – 0 ma si arena contro il Bologna da cui si fa eliminare. Sul mercato la Sampdoria sostituisce Veron con l’argentino Ariel Ortega ed acquista l’infortunato Zoran Jovicic, attaccante serbo molto promettente. Anche a causa del grave infortunio di Vincenzo Montella il campionato è disastroso. L’allenatore Spalletti viene temporaneamente sostituito da David Platt (affiancato da Veneri), con l’arrivo di Platt giunge dall’Inghilterra l’incosistente Lee Sharpe. Il cambio non sortisce gli effetti sperati e la dirifenza richiama Spalletti. Il ritorno di Spalletti e, sopratutto quello di Montella, non riescono a salvare la Sampdoria. Nelle ultime otto partite (ovvero dal rientro di Vincenzo Montella) la Sampdoria ottiene 11 punti!! Ma non sono sufficienti per abbandonare la zona retrocessione. Nella penultima giornata di campionato la Sampdoria deve vincere contro il Bologna per poter riuscire ad ottenere lo spareggio per la salvezza. In effetti i blucerchiati stanno portando in porto l’importantissima vittoria per 1 a 2 quando, a tempo scaduto, l’arbitro Trentalange assegna un rigore inesistente al Bologna: è il pareggio … è la matematica retrocessione in serie B. Dopo diciassette anni i blucerchiati sprofondano nell’abisso della serie B. Il campionato termina con 37 punti (frutto di 9 vittorie, 10 pareggi e 15 sconfitte). Come sottolineato, il giorno successivo, dal quotidiano sportivo La Gazzetta Dello Sport egli sapeva che concedendo quel rigore condannava i giocatori e la squadra alla discesa nell’inferno della serie B. A causa di un arbitro “incompetente” la Sampdoria sprofonda nella serie cadetta dopo 17 anni.

1999/2000 Enrico Mantovani cede Vincenzo Montella alla Roma. Il genovese Gian Piero Ventura « specialista in promozioni » diventa il nuovo allenatore della Sampdoria. All’inizio del campionato la squadra blucerchiata è indicata come la favorita del campionato. Nel corso del mercato di inverno viene acquistato Dionigi, e l’ariete permette alla squadra di ottenere tre vittorie consecutive. La Sampdoria realizza 19 punti in sette incontri !! Alla 24ma giornata, la Sampdoria è in testa alla classifica con sei punti di vantaggio sul Napoli, la promozione sembrerebbe una formalità. Ma il pallone è rotondo, la Sampdoria incredibilmente si blocca ed al termine del campionato è quinta con 62 punti (frutto di 17 vittorie, 11 pareggi e 10 sconfitte), non ottiene la promozione per un solo punto. Nel corso del campionato, dopo la vergognosa sconfitta contro l’Alzano, Enrico Mantovani si dimette dalla carica di presidente e pone ufficialmente in vendita la società. Il gentiluomo blucerchiato Enzo Garufi assume la presidenza ad interim.

2000/2001 Gigi Cagni è il nuovo allenatore della Sampdoria in sostituzione di un deluso Gian Piero Ventura. Anche quest’anno l’obiettivo dichiarato è la promozione. L’esordio non è dei migliori sopratutto la Sampdoria è deficitaria nelle partite esterne. Nel mercato d’inverno, su indicazioni del tecnico, vengono ceduti Dionigi e Casale ed acquistati Luiso e Bernini. La nuova coppia d’attacco Luiso-Flachi ed il nuovo assestamento della squadra inizia a dare i suoi frutti. Peraltro la mancanza di vittorie esterne e le problematiche finanziarie influiscono sul rendimento finale della squadra che manca, per la seconda volta consecutiva, la promozione alla massima serie classificandosi al sesto posto con 64 punti (frutto di 16 vittorie, 16 pareggi e 6 sconfitte). La Sampdoria ad onta delle voci di mercato e delle dichiarazioni del socio di maggiornza Enrico Mantovani non viene ceduta. La situazione finanziaria della società è grave, la Sampdoria è obbligata ha realizzare le sopravveninze mediante la cessione dei giocatori di maggior valore. Inoltre la società viene coinvolta nello scandalo dei passaporti falsi : tre giovani giocatori di origine camerunense Job, Zè ed Ondoa inseriti nella formazione “primavera” sono risultati in possesso di passaporto portoghese risultato falso. Il giudice sportivo squalifica i tre giocatori per un anno e squalifica a vita il manager Emiliano Salvarezza.

2001/2002 La nuova stagione si apre con cattivi auspici, la società è alla deriva, la squadra frequenta i bassifondi della classifica, da un punto di vista finanziario è sull’orlo del fallimento. Sulla panchina Gigi Cagni viene sostituito da Bellotto. Nel momento più buio della storia blucerchiata appare una splendida stella: Riccardo Garrone. Imprenditore genovese, grande amico del compianto Paolo Mantovani, presidente, fra l’altro, della compagnia petrolifera ERG (quotata nella borsa di Milano il cui pacchetto di maggioranza è di proprietà della famiglia Garrone ndt) viene incaricato quale intermediario della transazione economica fra la famiglia Mantovani ed un sedicente gruppo di finanzieri anglo-arabi; Garrone scopre e sventa la tentata truffa ai danni della società blucerchiata e della famiglia Mantovani ed interviene in prima persona denunziando i fatti all’Autorità penale ed acquistando, per mezzo della società lussemburghese Weissberg (creata ed utilizzata esclusivamente per questo scopo ndt), la maggioranza delle azioni in possesso della famiglia Mantovani (pari al 94,01% del capitale sociale ndt) e favorendo l’acquisto delle rimanenti azioni ad un selezionato gruppo di imprenditori genovesi (Lanzoni, Parodi e Bisagno). La presidenza della società viene affidata all’ex generale della Guardia di Finanza Pietro Sgarlata. Dopo pochi mesi Sgarlata si dimette ed assume la presidenza Riccardo Garrone. Il nuovo gruppo dirigente pone fra le priorità il reperimento di un funzionario esperto del mondo del calcio, è Lanzoni ha segnalare il direttore generale dell’Atalanta: Giuseppe “Beppe” Marotta. Dopo una serie di incontri Marotta accetta di assumere l’incarico di direttore generale : con lui si inizia a programmare l’avvenire della società. Nel frattempo il campionato della squadra inizia lentamente a migliorare e la squadra ottiene una tranquilla salvezza classificandosi all’undicesimo posto con 48 punti (frutto di 12 vittorie, 12 pareggi e 14 sconfitte).

Campionati 2003 – 2007

2002/2003 Riccardo Garrone annuncia gli obiettivi della sua presidenza : la ricostruzione della società Sampdoria e la promozione entro tre anni in serie A. Quale allenatore viene chiamato il determinato Walter Novellino, che messo a conoscenza dei piani di rilancio della società accetta di allenare una squadra della serie cadetta. Marotta con Novellino costruisce un “dream team” dove esperienza e voglia di emergere vengono abilmente miscelati, vengono acquistati numerosi giocatori: Valtolina, Volpi, Pedone, Bazzani, Paganin, Pinato, Cois, Sacchetti, Palombo e Bettarini; le comproprietà di : Rabito, Domizzi, Turci, Colombo e Gasbarroni; ed il prestito del colombiano Bolaño. Viene confermato, vincendo la concorrenza del Monaco, Francesco Flachi. La squadra viene immediatamente battezzata dalla stampa sportiva italiana la “corazzata della serie B”. I risultati del lavoro sono eccezionali: la Sampdoria giunge ai quarti di finale di Coppa Italia ed ottiene la matematica promozione in serie A con tre giornate di anticipo!! La Sampdoria conclude il campionato al secondo posto con 67 punti (frutto di 17 vittorie, 16 pareggi e 5 sconfitte).

2003/2004 La stagione 2003/04 per la neopromossa Sampdoria sarà ricordata per aver sfiorato una storica qualificazione UEFA. Sul telaio della squadra che ha vinto il campionato cadetto, la squadra di Novellino ha inserito alcuni giovani interessanti come Diana, Zenoni, Donati, Antonini, Cipriani, Pagano e Floro Flores. Insieme a loro sono sbarcati a Genova due campioni già affermati; ovverosia il portiere Antonioli e il centrocampista Doni. Dopo un avvio decisamente in salita (6 punti in sette partite), la partita di Bologna segna il cambio di marcia dei blucerchiati che conquistano ben 18 punti in otto turni, portandosi perentoriamente nelle parti alte della classifica a ridosso delle primissime. Dopo aver raggiunto con largo anticipo l’obiettivo primario della stagione (la salvezza), i ragazzi di Novellino hanno lottato strenuamente per raggiungere il fatidico settimo posto che vale la qualificazione UEFA. Allo scontro diretto la Samp si presenta con un punto di svantaggio sui friulani ma ahimè i bianconeri si impongono con un perentorio tre a uno cancellando i sogni europei dei Doriani. A dimostrazione del buon lavoro della società, nel corso dell’anno sono stati convocati per la prima volta in Nazionale, Bazzani, Bettarini, Volpi e Diana. In sintesi una grande stagione che con un po’ di fortuna in più sarebbe potuta diventare indimenticabile.

2004/2005 L'ottavo piazzamento conquistato nella stagione precedente avrebbe potuto significare la partecipazione all'Intertoto che prevedeva in quell'anno, come in quelli precedenti, una preparazione anticipata e numerosi passaggi di turno. La società preferì di non accedervi. La campagna acquisti, sapientemente condotta da Beppe Marotta in rispetto delle rigide regole finanziarie imposte dal presidente Garrone, non soddisfa la tifoseria blucerchiata che critica la società, colpevole di investire poco o niente e di stare unicamente attenta alle esigenze di bilancio. Gli arrivi di nuovi elementi quali Marco Pisano, Max Tonetto e Marcello Castellini, quest'ultimo al ritorno dopo l'esperienza in blucerchiato di qualche anno prima, non vengono pertanto ben accolte dall'ambiente, che cominciò a rumoreggiare e si spaccò in due tronconi: da un lato i sostenitori di Garrone, dall'altro i critici del presidente. Eppure, dopo un inizio stentato la squadra, complice la decisiva vittoria allo Stadio Franchi di Firenze sulla Fiorentina, cominciò ad ingranare, a tal punto che poche settimane dopo si cominciò a parlare di Europa. Alcuni elementi della rosa, come Fausto Rossini e Mark Edusei, riuscirono a ritagliarsi uno spazio importante, contribuendo alla crescita della squadra, praticamente imbattibile tra le mura amiche e spesso vincitrice in trasferta. Così, nelle ultime tre giornate la Sampdoria si giocò con l'Udinese l'accesso alla più importante e gloriosa competizione europea per club, la Champion’s, che fu però persa dai blucerchiati dopo i brucianti pareggi di Bologna ed Udine, oltre l'incredibile sconfitta casalinga con l'Inter, decisa da un gol di Adriano e caratterizzata da quattro pali colpiti dalla squadra blucerchiata, tra cui uno clamoroso del ghanese Edusei. Alla Sampdoria rimane comunque la soddisfazione di una cavalcata ai margini dell'incredibile.

2005/2006 Al termine della campagna acquisti la squadra non risulta rivoluzionata ed anzi, fu arricchita da un attaccante di peso come Emiliano Bonazzoli, proveniente dalla Reggina, chiamato a sostituire l’infortunato Bazzani. L'annata iniziò piuttosto bene: il discreto inizio di campionato fu accompagnato dal superamento del turno preliminare in Coppa Uefa, frutto della decisiva vittoria in casa contro la formazione portoghese del Vitoria Setubal. In campionato, furono addirittura nove i punti ottenuti nelle prime quattro giornate, grazie alle vittorie su Treviso, Reggina e soprattutto sul Milan, ( 2 a 1 con reti di Bonazzoli e Sonetto). In Uefa, la squadra blucerchiata raggiunge la fase a gironi, dove viene inserita in un gruppo di avversarie piuttosto agguerrite: l'abbordabile Halmstad, l'Hertha Berlino, il Lens e lo Steaua Bucarest. La vittoria in trasferta con il club svedese ed i pareggi interni con Hertha e Steaua non furono sufficianti ai blucerchiati per la qualificazione in quanto  la sconfitta subita a Lens (maturata nei minuti di recupero dal gol realizzato dal tunisino Jemâa ndr) eliminò dalla competizione la squadra blucerchiata. Una eliminazione che ebbe pesanti ripercussioni anche sul campionato in quanto la squadra perse fiducia nei propri mezzi e cominciò una clamorosa crisi in campionato. Dopo la vittoria sul Messina, datata 12 febbraio 2006, la Sampdoria, che aveva cominciato a fare a meno anche del suo "bomber" Bonazzoli (rottura del crociato ndr), non riuscì più a vincere una sola partita, ottenendo tre punti in tredici gare e palesando grandi limiti tecnici e di concentrazione. La salvezza fu ottenuta più per demerito delle altre squadre che non per i meriti dei blucerchiati, che nell’ultima partita di campionato subirono l’affronto della tifoseria blucerchiata che decise di manifestare il proprio malcontento voltando le spalle al campo dove la squadra stava sciaguratamente perdendo contro il già retrocesso Lecce.

2006/2007 Malgrado le voci di un possibile esonero dell'allenatore, la dirigenza conferma sulla panchina Walter Novellino e la sua volontà di riscattare l’annata deludente. La squadra viene rivoluzionata con le partenze di uomini importanti come Max Tonetto, Aimo Diana, Francesco Antonioli e Marcello Castellini, che furono sopperite dagli arrivi di giocatori come Accardi, Pieri, Franceschini, Parola e Fabio Quagliarella. La voglia di riscatto della squadra blucerchiata rimane però inizialmente solo nelle dichiarazioni dei calciatori, l’inizio del campionato è disastroso poi lentamente la squadra si riprende ma in tutto l'arco del campionato, la Sampdopria non riuscirà  mai a posizionarsi fra le prime sette squadre, attestandosi sempre fra l'ottavo ed il decimo posto, fino al nono piazzamento finale che gli è valso la qualificazione alla Coppa Intertoto, a seguito dell’impossibilità dell'Atalanta, giunta ottava. Questa stagione verrà ricordata per due fatti: l'esplosione di Quagliarella e la squalifica di Francesco Flachi. In effetti questa stagione non ha offerto grandi soddisfazioni alla tifoseria blucerchiata ma ha tuttavia rilevato le grandi capacità e potenzialità del giovane attaccante Fabio Quagliarella, inizialmente partito come quarta punta dietro Flachi, Bazzani e Bonazzoli e ritrovatosi alla fine dell'anno l'unico terminale offensivo a disposizione di Novellino. Quagliarella, dopo un esordio opaco, ha velocemente cominciato a far divertire la tifoseria blucerchiata con i suoi gol, divenuti alla fine quattordici e tutti di ottima fattura; il giocatore, infatti, non ha mai realizzato segnature banali, ma anzi, ha cercato spesso la marcatura da posizioni difficili, riuscendo addirittura a siglare nella partita esterna contro il Chievo un gol da quaranta metri, con un pallonetto spettacolare. Per contro nel corso della stagione si registra anche la dolorosa vicenda Flachi, che tanto scalpore ha suscitato sia nell'ambiente blucerchiato che in tutta l'Italia calcistica. Il numero 10 blucerchiato risultò positivo ad un controllo antidoping dopo la partita di campionato contro l'Inter del 28 gennaio: nelle sue urine furono trovate tracce di un metabolita della cocaina, la benzoilecgonina. Il giocatore venne immediatamente sospeso, così come era già avvenuto all'inizio della stagione, con un fermo temporaneo di due mesi per presunte scommesse sul campionato italiano, e successivamente squalificato per due anni, una sanzione che ha indotto la società a rescindere il contratto con il giocatore.

Bibliografia:

1000 volte Sampdoria – Nino Gotta (De Ferrari Editore);
Genova Calcio – AA.VV. (De Ferrari Editore);
Il derby delle parole – Pino Flamigni (Erga edizioni);
Io, Mancini – Piero Sessarego (Alkaest)
Sampdoria ieri, oggi,  domani - Piero Sessarego (NEP)
Bandiere blucerchiate - Maurizio Puppo (Fratelli Frilli Editore)


Si ringraziano, in rigoroso ordine alfabetico:
Enrico, Fabio & Guillaume

Le più grandi star della Sampdoria

Ecco alcuni nomi di giocatori e di allenatori famosi che hanno fatto la storia blucerchiata :

Giuseppe “Pinella” Baldini (giocatore ed allenatore), Adriano “Nano” Bassetto (giocatore ed allenatore), Pietro Battara (giocatore ed allenatore portieri), Fulvio Bernardini (allenatore), Gaudenzio Bernasconi, Eugenio Bersellini (giocatore ed allenatore), Vujadin Boskov (giocatore ed allenatore), William “Liam” Brady, Hans Peter Briegel, Toninho Cerezo, Enrico Chiesa, Alviero Chiorri, Ernesto “Tito” Cucchiaroni, Sven Goran Erikson (allenatore), Edmondo “Topolino” Fabbri, Edwig “Eddie” Firmani, Trevor Francis, Maurizio Ganz, Ruud Gullit, Heriberto Herrera (allenatore), Vladimir Jugovic, Srecko Katanec, Jurgen Klinsmann, Marcello Lippi (giocatore ed allenatore delle giovanili), Attilio Lombardo (giocatore ed allenatore delle giovanili), Roberto Mancini, Cesar Luis Menotti (allenatore), Sinisa Mihajlovic, Sergey Mikhalitchenko, Vincenzo Montella, Francesco Morini, Ernst “Ossi” Ockwirk (giocatore ed allenatore), Ariel Ortega, Gianluca Pagliuca, Luca Pellegrini, David Platt (giocatore ed allenatore), Matteo “Gipo” Poggi (giocatore ed allenatore), Fabio Quagliarella, Fausto Salsano, Clarence Seedorf, Lennart “Nacka” Skoglund, Graeme Souness, Giuseppe Signori, Luisito Suarez, Juan Sebastian Veron, Gianluca Vialli, Azeglio Vicini, Pietro Vierchowod, Roberto “Bobo” Vieri, Guido Vincenzi (giocatore ed allenatore), Walter Zenga …   il camerunese Oman Biyik ed i francesi Alain Boghossian, Oumar Dieng, Christian Karembeu e Pierre Laigle.

I presidenti della Sampdoria

1.   Piero Sanguineti (1946)
2.   Amedeo Rissotto (1946/1948)
3.   Aldo Parodi (1948/1953)
4.   Alberto Ravano (1953/1961)
5.   Glauco Lolli Ghetti (1961/1965)
6.   Enrico De Franceschini (1965/1966)
7.   Arnaldo Salatti (1966/1968)
8.   Mario Colantuoni (1968/1973)
9.   Giulio Rolandi (1973/1974)
10. Glauco Lolli Ghetti (1974/1977)
11. Edmondo Costa (1977/1979)
12. Paolo Mantovani (1979/1993)
13. Enrico Mantovani (1993/2000)
14. Enzo Garufi (2000/2002)
15. Pietro Sgarlata (2002)
16. Riccardo Garrone (2002/oggi) 

 

Tutti gli allenatori della Sampdoria

1946/47 - Giuseppe Galluzzi
1947/50 - Adolfo Baloncieri
1950/51 - Giuseppe Galluzzi sostituito da Matteo Poggi e Alfredo Foni
1951/52 - Alfredo Foni
1952/53 - Matteo Poggi sostituito da Ivo Fiorentini
1953/54 - Paolo Tabanelli
1954/55 - Paolo Tabanelli poi affiancato da Lajos Czeizler
1955/56 - Lajos Czeizler
1956/57 - Lajos Czeizler sostituito da Rava sostituito da Ugo Amoretti sostituito da William Dodgin
1957/58 - William Dodgin sostituito da Adolfo Baloncieri
1958/61 - Eraldo Monzeglio
1961/62 - Eraldo Monzeglio sostituito da Roberto Lerici
1962/63 - Roberto Lerici sostituito da Ernst Ocwirk
1963/64 - Ernst Ocwirk
1964/65 - Ernst Ocwirk sostituito da Giuseppe Baldini
1965/66 - Giuseppe Baldini poi affiancato da Fulvio Bernardini
1966/71 - Fulvio Bernardini
1971/73 - Heriberto Herrera
1973/74 - Guido Vincenzi
1974/75 - Giulio Corsini
1975/77 - Eugenio Bersellini
1977/78 - Giorgio Canali
1978/79 - Giorgio Canali sostituito da Lamberto Giorgis
1979/80 - Lamberto Giorgis poi Lauro Toneatto
1980/81 - Enzo Riccomini
1981/82 - Enzo Riccomini sostituito da Renzo Ulivieri
1982/84 - Renzo Ulivieri
1984/86 - Eugenio Bersellini
1986/92 - Vujadin Boskov
1992/97 - Sven Goran Eriksson
1997/98 - Luis Cesar Menotti sostituito da Vujadin Boskov
1998/99 - Luciano Spalletti sostituito dal duo David Platt - Giorgio Veneri sostituiti da Luciano Spalletti
1999/2000 - Giampiero Ventura
2000/01 - Luigi Cagni
2001/02 - Luigi Cagni sostituito da Gianfranco Bellotto
2002/07 - Walter Novellino
2007/09 - Walter Mazzarri

2009/oggi - Luigi Del Neri

 
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classifica serie A

 

SQUADRE PTI V N P
AC Milan 61 28 18 7
Inter 56 28 17 5
Napoli 53 28 16 5
Lazio 51 28 15 6
Udinese 50 28 15 5
AS Roma 46 28 13 7
Juventus 41 28 11 8
Palermo 40 28 12 4
Cagliari 39 28 11 6
Fiorentina 37 28 9 10
Bologna 36 28 10 9
Genoa 35 28 9 8
Chievo 32 28 7 11
Sampdoria 31 28 7 10
Parma 29 28 6 11
Catania 29 28 7 8
Cesena 28 28 7 7
Lecce 28 28 7 7
Brescia 25 28 6 7
Bari 16 28 3 7

Agenda del mese

6/1 Palermo-Sampdoria
9/1 Sampdoria-Roma (h 12,30 CET)
15/1 Lazio-Sampdoria
19/1 Sampdoria-Udinese (C.I. h 17,30 CET)
23/1 Sampdoria-Juventus
26/1 Derby
30/1 Napoli-Sampdoria