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L'addio di Gasparin Stampa E-mail
Domenica 26 Dicembre 2010 08:37

Alcuni giorni fa l'ormai ex direttore generale della Sampdoria ha sentito la necessità di spiegare le ragioni del suo divorzio con la società blucerchiata e quanto trasuda dalle sue parole non è un panorama che ci piace.

In particolare Gasparin ha sottolineato il problema fondamentale che si trova alla base del divorzio: “Non c’è nulla, nessuna ira, nessuna polemica, solo constatazione. Quando la proprietà e un manager non hanno la stessa condivisione strategica dal punto di visto operativo all’interno di una società è giusto, doveroso e obbligato che si separino. Ritengo che il fatto di separarsi non avendo la stessa visione sia stato un percorso obbligato. Dopo la partita con il Bari ci siamo confrontati perché c’è una situazione che doveva essere risolta, c’era da chiarire o meglio sottolineare quelli che erano ruoli, responsabilità e indici di autonomia nella gestione della società. Non essendoci più la condivisione della linea strategico-operativa, ho ritenuto inevitabile che il rapporto si concludesse anticipatamente. Da parte mia non c'è stata, e non c'è tuttora, nessuna ira nè polemica, ma solo la constatazione che non ci fossero più le condizioni per continuare; lascio con dispiacere ma è stato giusto, doveroso ed obbligato interrompere il rapporto lavorativo per il bene della Sampdoria".


Eppure sul contratto proposto dalla società e accettato da Gasparin si può  leggere testualmente: “Le funzioni, i poteri, le responsabilità a Lei attribuite si riferiscono all’incarico di responsabile unico di tutta la gestione (tecnica, sportiva, amministrativa) della nostra società. Compito che sarà da lei svolto con la più ampia autonomia e quale unico dirigente responsabile, con riferimento al consiglio di amministrazione, al comitato strategico e al vicepresidente di Sampdoria holding”.

Ma a quanto pare la nuova linea dirigente della Sampdoria è di tutt'altro avviso basta ricordare le ultime affermazioni sul caso rese dal presidente Garrone che ha evidenziato come la società blucerchiata non ha più bisogno di un direttore generale.

Alla nostra redazione è giunta la voce che l'involuzione della politica societaria blucerchiata sia stata determinata dal disavanzo di 16 milioni emerso al termine dell'ultima stagione, un risultato che, malgrado fosse stato allietato dall'importante risultato sportivo ottenuto, non è stato gradito dagli azionisti che avrebbero, di fatto, imposto precisi paletti di natura economica alla futura gestione della società e così si spiegano il ritardato arrivo di Zauri (che molti indicano come una delle ragioni del mancato passaggio del turno in Champions ndr) e altre situazioni.
 

 
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Napoli 53 28 16 5
Lazio 51 28 15 6
Udinese 50 28 15 5
AS Roma 46 28 13 7
Juventus 41 28 11 8
Palermo 40 28 12 4
Cagliari 39 28 11 6
Fiorentina 37 28 9 10
Bologna 36 28 10 9
Genoa 35 28 9 8
Chievo 32 28 7 11
Sampdoria 31 28 7 10
Parma 29 28 6 11
Catania 29 28 7 8
Cesena 28 28 7 7
Lecce 28 28 7 7
Brescia 25 28 6 7
Bari 16 28 3 7

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6/1 Palermo-Sampdoria
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